Alta Via delle Dolomiti n.1: come programmarla in 8 giorni
L'Alta Via delle Dolomiti n.1 è la trekking di quota più famosa d'Italia, 125 km che partono dal Lago di Braies e finiscono a pochi passi da Belluno, con un dislivello complessivo di circa 6.700 m…
L'Alta Via delle Dolomiti n.1 è la trekking di quota più famosa d'Italia, 125 km che partono dal Lago di Braies e finiscono a pochi passi da Belluno, con un dislivello complessivo di circa 6.700 m in salita e altrettanti in discesa. Non è una ferrata, non è alpinismo tecnico, non richiede corda: è un cammino da rifugio a rifugio, difficoltà E/EE (Escursionistico / Escursionistico per Esperti secondo la classificazione CAI), con un solo passaggio davvero esposto al Rifugio Lagazuoi che si può aggirare. La redazione di Bella Voyage ha rifatto il tracciato classico in agosto 2025 con zaino Deuter Aircontact Core 55+10 e scarpe Salewa Alp Trainer 2 Mid GTX, dormendo in mezza pensione nei rifugi CAI a 55 a 75 € per socio e 65 a 85 € per non socio. Otto giorni netti, camminando in media 5 a 7 ore al giorno, con margine per una tappa in più se il meteo obbliga a fermarsi. Chi cerca la versione da 11 giorni con soste extra al Rifugio Fodara Vedla e a Malga Pramper la trova più sotto, con i chilometraggi divisi. Chi vuole spingere in 6 giorni può farlo saltando Coldai e Vazzoler, ma sta scambiando la vista sul Civetta per un timer. La verità che nessuna guida turistica scrive: le vere fatiche dell'AV1 non sono i passi, sono la prenotazione dei rifugi (da fare 3-4 mesi prima) e la scelta dello zaino, che se sbagliata trasforma la sesta tappa in una tortura al ginocchio. Qui ti raccontiamo tempi reali, prezzi 2026 osservati sui listini di Trentino, Alto Adige e Veneto, brand testati sul percorso da Salewa a Scarpa a La Sportiva, e dove abbiamo speso soldi che rifaremmo e dove no.

Tappe classiche: 8 giorni da Braies a Belluno
Il tracciato ufficiale AV1 è segnato con il numero 1 in triangolo rosso su bianco, mai perso in otto giorni. Tappa 1: Lago di Braies (1.496 m) → Rifugio Sennes (2.126 m), 14 km e 900 m di dislivello, 5 ore vere. Chi vuole spezzare dorme al Rifugio Fodara Vedla (2.980 m più basso, ambiente più raccolto), ma perde tempo il giorno dopo. Tappa 2: Sennes → Rifugio Fanes (2.060 m) via Alpe di Fanes Piccola, 12 km, 4 ore. Tappa 3: Fanes → Rifugio Lagazuoi (2.752 m), 14 km e 1.100 m in salita, 6 ore, con l'opzione di salire alla Cima Fanis. Tappa 4: Lagazuoi → Rifugio Nuvolau (2.575 m) o Averau (2.416 m), 8 km ma 700 m di discesa e 500 m di salita, 5 ore. Tappa 5: Nuvolau → Rifugio Città di Fiume (1.918 m), 11 km, 4 ore. Tappa 6: Città di Fiume → Rifugio Coldai (2.135 m), 12 km, 5 ore. Tappa 7: Coldai → Rifugio Vazzoler (1.714 m), 13 km e 1.000 m di discesa, 6 ore. Tappa 8: Vazzoler → Rifugio Bianchet → La Pissa (bus per Belluno), 20 km, 7 ore.

Rifugio CAI: prenotazione e prezzi 2026
I rifugi lungo l'AV1 sono quasi tutti gestiti da sezioni CAI di Bolzano, Cortina, Belluno o dalla SAT trentina, con qualche eccezione privata come il Nuvolau. La mezza pensione (cena + pernottamento + colazione) costa 55 a 75 € per il socio CAI e 65 a 85 € per il non socio, con differenza media di 10 a 12 € a notte. Fai il conto: se dormi in 6 rifugi, il tesseramento CAI a 45 €/anno (quota ordinaria adulto, tariffa base 2026 con variazioni per sezione) si ripaga già al terzo rifugio. Le prenotazioni si aprono a gennaio-febbraio per la stagione successiva e le date di luglio e agosto vanno via nel giro di 4-6 settimane. Prenota via mail al rifugio o tramite il portale rifugi.cai.it dove disponibile, mai via Booking.com (che non li lista). Chiedi conferma scritta e ricordati che l'acconto in contanti alla prima cena è ancora prassi in tre rifugi su otto. La cena tipo è polenta con spezzatino o gulasch, canederli in brodo, dolce della casa, acqua a parte a 3 a 4 € il litro. Il pane e la borraccia riempita al mattino sono compresi.
Difficoltà, esposizione, ferrata opzionale al Lagazuoi
L'AV1 sulla carta è E per l'80% del tracciato e diventa EE in tre punti: la discesa dalla Forcella del Lago verso Coldai (tappa 6), il traverso della Croda del Beco sopra il Rifugio Biella (tappa 1 bis) e la salita al Lagazuoi dalla Forcella Travenanzes. Nessuno di questi obbliga il cavo o l'imbracatura. La ferrata vera è opzionale: dal Rifugio Lagazuoi puoi scendere per le Gallerie di Guerra del Piccolo Lagazuoi (percorso storico della Grande Guerra, casco obbligatorio, torcia frontale essenziale) che si fa in 90 minuti con l'attrezzatura minima. Chi non se la sente scende in cabinovia a 18 € (tariffa 2025 di Lagazuoi Impianti) fino al Passo Falzarego. Onestà: se non hai mai usato una ferrata, risparmiati la deviazione del Piccolo Lagazuoi in giornata piovosa. Il rischio non vale la storia. Piuttosto dormi al Rifugio Lagazuoi e goditi l'alba a 2.752 m verso Marmolada, Tofane e Sella: 30 minuti che valgono il viaggio da soli.

Zaino: Deuter Aircontact contro Osprey Aether
Otto giorni con cambio scarpe basse per il rifugio, sacco lenzuolo obbligatorio nei CAI (o compri a 5 € in loco), giacca hardshell, pile pesante, un cambio completo, borraccia 1,5 L, kit primo soccorso, caricabatterie e cavo, torcia frontale, occhiali da sole categoria 3, crema solare 50+: sei sui 9-11 kg con acqua e pranzo. Il volume che serve è 50 a 65 L, non di più. La redazione ha camminato con il Deuter Aircontact Core 55+10 (schienale ventilato Aircontact Pro, 2.290 g in taglia M, prezzo Decathlon 220 € circa) e con l'Osprey Aether 55 (schienale AntiGravity, 2.180 g, 250 € su Cisalfa Sport): entrambi tengono benissimo, il Deuter è più rigido e distribuisce meglio sui fianchi larghi, l'Osprey è più fresco e ha tasche laterali più profonde. Chi arriva dall'estero e trova solo l'Osprey Atmos AG 50 sta comprando la stessa filosofia in versione più leggera (1.980 g) a 240 €. Da evitare gli zaini sotto i 2 kg pubblicizzati come ultralight se non sei allenato al peso: il telaio interno risparmiato lo paghi sulle spalle già alla terza ora.

Scarpe: Salewa, Scarpa, La Sportiva a confronto
Tre modelli testati e uno bocciato. Salewa Alp Trainer 2 Mid GTX (185 € su Decathlon Italia, 640 g per piede taglia 42): la scelta di default, membrana Gore-Tex vera, suola Vibram Pomoca aggressiva, tomaia in pelle scamosciata che regge il calcare umido delle Dolomiti senza scivolare. Scarpa Ribelle Run Kalibra HT (240 €, 480 g per piede): approccio ibrido trail-hiking, più veloce ma con protezione laterale ridotta, adatta a chi cammina forte e ha caviglie allenate. La Sportiva Ultra Raptor II Mid GTX (200 €, 550 g): la più bilanciata, suola FriXion XT 2.0, calzata più stretta di Salewa (se hai piede largo, prova prima). Da evitare la scarpa bassa da trail running per l'AV1: la sesta tappa scende 1.000 m in tre ore su ghiaione mobile, e senza sostegno alla caviglia arrivi a Vazzoler zoppicando. Chi sta già con un paio rodato di Aku Trekker Lite III o Zamberlan Vioz GTX non compri nuovo: quello che hai va benissimo, purché abbia meno di 800 km sulle suole.
Periodo migliore e finestra meteo
La finestra sicura è metà luglio, metà settembre. Prima di metà luglio i nevai su Forcella del Lago e Forcella Col Duro (tappa 6-7) possono essere ancora ghiacciati al mattino: richiede ramponcini leggeri e chi non li ha rischia lo scivolone. Dopo il 15 settembre i rifugi cominciano a chiudere (Sennes chiude il 25 settembre, Coldai il 30) e le prime nevicate premature possono fermarti in tappa. Agosto ha il meteo più stabile ma i rifugi al 100% di occupazione: se non hai prenotato entro maggio, cambia le date. La seconda metà di luglio e la prima di settembre sono le finestre d'oro: temperature diurne 12 a 20 °C, notti in rifugio a 3 a 8 °C, temporali pomeridiani frequenti ma prevedibili guardando MeteoTrentino e Arpav Dolomiti alle 20:30 del giorno prima. Regola pratica: se il bollettino dà "instabilità marcata" per il pomeriggio, parti alle 06:30 e sei al rifugio successivo entro le 13:00.

Trasporti: come arrivare a Braies e tornare da Belluno
Il punto di partenza al Lago di Braies (Prags in tedesco) si raggiunge in treno Trenitalia fino a Villabassa/Niederdorf sulla linea della Val Pusteria (Fortezza-Innichen), poi bus SAD linea 442 per Braies (12 minuti, 2 € il biglietto singolo, orari coordinati coi treni). Da Milano Centrale il Frecciarossa 9502 per Verona Porta Nuova (1 h 15, Base da 39 €) + Regionale per Bolzano + Regionale Val Pusteria è il combo più economico, 7 ore totali. Da Roma Termini conviene volare Ryanair su Innsbruck (65-120 € Round Trip in luglio) + treno ÖBB fino a Fortezza. Al ritorno da La Pissa/Belluno prendi il bus DolomitiBus fino alla stazione, poi Trenitalia via Conegliano-Mestre per Venezia (2 h 30, Regionale 12 €) o Milano (4 h 30, Frecciarossa via Padova da 59 €). Chi vuole chiudere il cerchio in auto lascia la macchina al parcheggio del Lago di Braies (30 € al giorno in alta stagione dopo le 09:30, gratis prima delle 09:00 in bassa stagione), la ritira col servizio transfer privato Cortina Express da Belluno a 180-220 € a tratta. Onestà: il transfer conviene solo in tre persone o più.

| ✓ Pro | ✗ Contro |
|---|---|
| Uno dei trekking di quota più segnalati e sicuri d'Europa | Prenotazione rifugi da chiudere 3-4 mesi prima |
| Rifugi CAI ogni 4-6 ore di cammino, nessun campo obbligatorio | Costo mezza pensione 55 a 85 €/notte × 7 = 400-600 € solo dormire |
| Nessuna ferrata obbligatoria, difficoltà E per l'80% del tracciato | Tappa 8 (Vazzoler → La Pissa) lunga 20 km con 1.500 m di discesa |
| Segnaletica CAI perfetta col triangolo 1, impossibile perdersi | Meteo pomeridiano instabile obbliga partenze alle 06:30 |
| Panorama sul Lagazuoi al tramonto e alba imperdibile | Rifugio Lagazuoi spesso al completo entro marzo per luglio-agosto |
| Iscrizione CAI a 45 €/anno si ripaga in 3 rifugi | Wi-Fi assente in 6 rifugi su 8, connessione dati scarsa |
| Zaino Deuter Aircontact Core 55+10 a 220 € basta per tutto | Scarpe basse da trail running non consigliate: caviglia a rischio |
| Punti d'appoggio Salewa Store a Cortina e Bolzano per emergenze | Cabinovia Lagazuoi a 18 € è comoda solo in caso di maltempo |
| Cibo di rifugio serio: polenta, canederli, gulasch, dolce casalingo | Acqua in bottiglia a 3-4 € il litro, portati borraccia grande |
| Il pane al mattino è compreso, la doccia calda spesso a 3-5 € extra | Nessun bancomat lungo il tracciato: porta 400-500 € contanti |
Domande frequenti
Quanti giorni servono davvero per l'Alta Via 1? Otto giorni sono il compromesso classico e realistico se hai una condizione fisica buona ma non da atleta. In sei giorni si può fare accorpando Fanes+Lagazuoi e Coldai+Vazzoler ma perdi la vista al Nuvolau all'alba e arrivi a Belluno più stanco di quando sei partito. In undici giorni (con Fodara Vedla, Averau invece di Nuvolau, Pramperet extra) cammini 3-4 ore al giorno e ti godi rifugi meno affollati.
Bisogna essere soci CAI per dormire nei rifugi? No, i rifugi CAI accolgono tutti, ma il socio paga 10-12 € in meno a notte sulla mezza pensione. La tessera CAI 2026 costa 45 € (tariffa base adulto) ed è ammortizzata già al terzo pernottamento. Puoi iscriverti online su cai.it oppure in una sezione fisica: la sezione di Belluno e quella di Cortina rilasciano la tessera in giornata. Non pensare che essere socio dia priorità di prenotazione: le prenotazioni funzionano in ordine cronologico di arrivo, socio o non socio.
Che zaino conviene per otto giorni di AV1? Un 50-65 litri con schienale ventilato e telaio interno serio. Il Deuter Aircontact Core 55+10 (220 €) è la scelta più diffusa sulle Dolomiti, l'Osprey Aether 55 (250 €) è l'alternativa migliore per chi soffre il caldo sulla schiena. Sotto i 45 litri vai in difficoltà con hardshell + pile + cambio, sopra i 70 litri porti peso morto e ti stanchi prima. Compra in negozio fisico Decathlon o Cisalfa Sport dove puoi caricarlo pieno e regolarlo su misura.
Serve la ferrata al Lagazuoi? No, l'AV1 non ha ferrate obbligatorie. Il Piccolo Lagazuoi con le Gallerie di Guerra è un'opzione storica notevole ma richiede casco, torcia frontale e set da ferrata (kit K, dissipatore, imbraco): se non li hai o non li sai usare, salta e goditi il Lagazuoi dal rifugio. Il resto del tracciato si fa con scarpe da trekking, bastoncini e nulla di più tecnico.
Quali scarpe funzionano meglio, alte o basse? Alte con caviglia protetta, sempre. Salewa Alp Trainer 2 Mid GTX (185 €), Scarpa Ribelle Run Kalibra HT (240 €) e La Sportiva Ultra Raptor II Mid GTX (200 €) sono i tre modelli più usati sull'AV1. Le scarpe basse da trail running sembrano più leggere ma sulla discesa da Coldai a Vazzoler (1.000 m in tre ore su ghiaione) fanno pagare la caviglia libera. Se hai un paio Aku o Zamberlan collaudato con meno di 800 km sulle suole, non serve comprarne di nuove.
Quanto costa fare l'Alta Via 1 tutto compreso? Per un italiano che parte da Milano o Roma il conto sincero è 900-1.400 € a persona: 400-600 € di mezza pensione nei rifugi × 7 notti, 45 € tessera CAI (ammortizzata), 60-120 € di treni e bus, 100-150 € di pranzi al sacco e barrette lungo il tracciato, 30-80 € di doccia calda e bevande extra, più eventualmente la cabinovia Lagazuoi (18 €). Non contati zaino e scarpe se già li hai; se compri tutto nuovo di brand come Deuter, Osprey, Salewa, Scarpa aggiungi 400-600 €.
